Ho abitato in un palazzo sito in Cupa Carbone numero civico 10 - 80144 - a Napoli (zona aeroportuale di Capodichino) dal mese di maggio 1997 a martedi 24 febbraio 2004, giorno in cui fui letteralmente pestato da una banda di dieci uomini armati di mazze, che si presentarono sotto il mio palazzo per darmi il "saluto" di addio.

------------------------------------- E LA POLIZIA DI STATO? -------------------------------------

Devo premettere che sono un giovane italo-inglese, di padre italiano e di madre inglese, non ho mai avuto problemi con la giustizia, non ho precedenti penali e ho la fedina penale (certificato penale e carichi pendenti: NEGATIVI) pressoche' immacolata. Non ho mai dato fastidio a nessuno e ho da sempre dimostrato disponibilita' con tutte le persone che abitavano nel quartiere, in quella via e nel palazzo dove abitavo. Non ho alcun problema a dichiararmi pubblicamente gay (Ritengo di fatti che l'aggressione ai miei danni sia stata anche un fenomeno di omofobia; ho svariate telefonate registrate che confermano la forte discriminazione anti-omosessuale) ( A ).

Il giorno martedi 24 febbraio 2004, alle ore 11:30 del mattino, uscii di casa per andare a ritirare gli esami delle urine per poter ottenere il visto che mi avrebbe dato la possibilita' di andare a studiare in Australia ( B ). Una volta giunto vicino all'ingresso principale del palazzo (portone di ferro e vetro che da verso il lato NORD del palazzo) mi accorsi che nella mia cassetta delle lettere c'era una lettera, la presi e notai che era una bolletta dell'Enel, completamente stracciata ed indirizzata al mio nome, rimessa poi (appositamente) nella mia cassetta delle lettere. Io ero in compagnia del mio ragazzo, e la cosa mi infastidi' parecchio. Salii di sopra per chiedere al proprietario Erasmo Frangiosa di fare qualcosa affinche' il fenomeno non si ripetesse.

Quando Erasmo Frangiosa rispose, io gli riportai quanto accaduto, chiedendogli gentilmente di fare in modo che le lettere non venissero piu' aperte da altri. Lui non rispose, non rispondeva e "attendeva". Spunto' la sua badante Concetta che inizio' a gridare in napoletano che non dovevamo accusare nessuno per quanto accaduto ( C ), dopodiche' inizio' prima a chiamarmi Ricchione piu' volte ( A - 1 ), infine mi aggredi' saltandomi letteralmente addosso e mi diede schiaffi e calci. Il proprietario del palazzo Erasmo Frangiosa prese una mazza (che evidentemente teneva a portata di mano dietro la porta di casa), e ce la diede ripetutamente addosso. Io iniziai a sanguinare dalla bocca. Il mio ragazzo mi trascino' di peso di sotto e iniziammo entrambi a chiamare ripetutamente la Polizia di Stato.

Neanche dopo dieci minuti si presentarono due agenti di polizia che sin dall'inizio si mostrarono particolarmente aggressivi e maleducati nei nostri confronti. Io cercai di spiegare quanto acaduto ma, uno di loro, il piu' alto e coi capelli castani, mi chiese di salire sopra e di spiegare quanto accaduto di fronte alla controparte (due di noi contro due di loro). Una volta saliti notai che stranamente il proprietario e la badante restavano in silenzio, come se la cosa non li coinvolgesse piu' di tanto. Strano perche' pensai, normalmente due persone che devono proteggersi e dare la loro versione dei fatti quanto meno cercherebbero di mostrarsi infuriati di fronte ai due poliziotti. Fui solamente io (dei sei presenti) a parlare, descrivendo quanto accaduto.

Il poliziotto piu' alto e castano mi interruppe dicendomi che io e il mio ragazzo dovevamo scendere giu', si trattava di una giovane donna e di un uomo anziano e che io dovevo stare zitto e scendere giu' ed aspettare accanto alla macchina della polizia assieme all'altro poliziotto piu' basso e moro. Non ci fu verso, non vollero sentire storie, dopotutto eravamo due giovani maschi (per cui la controparte "forte"...) ( D ). Io ed il mio ragazzo attendemmo accanto alla macchina della polizia assieme al poliziotto moro, intanto cercai di chiamare mio padre che si trovava a Barcellona da mia sorella maggiore, in Spagna. Mio padre nel mentre chiamo' mia sorella minore, membro del consolato britannico di Napoli, affinche intervenisse e facesse qualcosa, dal momento che i due poliziotti non stavano facendo assolutamente il loro dovere.

Il poliziotto piu' alto e castano scese e pretese da me il mio PASSAPORTO BRITANNICO! Non riuscivo a crederci, mi sembrava una barzelletta, la tipica incompetenza e totale mancanza di professionalita' della polizia napoletana, pensai (Mi sbagliavo in pieno).
Lui continuava a ripetere che si trattava di una giovane donna e un uomo anziano. Senza sosta. Non voleva sentire storie, neppure quando continuavo a dirgli che cosi' facendo mi stava discriminando ( D ). Improvvisamente, dal portone posteriore del palazzo (portone in legno che da verso SUD) entrarono una decina di persone armati di mazze che gridavano in napoletano contro di noi. Il mio ragazzo prese uno schiaffo mentre a me iniziarono a prendermi a calci sulla gamba sinistra e a schiaffi sul volto.

La badante del proprietario Concetta salto' su uno di quegli uomini gridando in napoletano "No ragazzi non davanti alle guardie". Io li' iniziai a capire che in realta' la cosa stava molto peggio di quanto pensassi in principio. La cosa appariva come una palese montatura per farmi spaventare e darmi l'idea che, in "assenza" di poliziotti, non sarei stato piu' al sicuro continuando ad abitare in quella zona. Arrivarono altre macchine della polizia con a bordo altri agenti, e quegli uomini armati di mazze andarono via dal portone di legno. Il poliziotto che pretese da me il mio passaporto britannico, guarda sempre il caso, da loro non pretese nulla, e quando io gli chiesi che fine avessero fatto, lui mi rispose che "li aveva diffidati".

La figlia di E. Frangiosa, Carolina Frangiosa, grido' per telefono: "Quei poliziotti non riporteranno nulla di quanto accaduto perche' noi abbiamo amici "forti" alla polizia".
I due poliziotti... non hanno riportato assolutamente nulla di quanto accaduto... e il proprietario del palazzo Erasmo Frangiosa e' un ex maresciallo delle forze dell'ordine.
Sono state fatte piu' volte per telefono minacce sia rivolte alla mia persona che ai miei familiari e parenti. Inoltre, durante una telefonata tra mio padre e Erasmo Frangiosa, un uomo non riconosciuto disse a mio padre "vostro figlio potrebbe finire a Poggioreale". A Poggioreale (Napoli) oltre al Carcere c'e' anche il Cimitero. Mio padre mi disse: "Ma tu lo sai cosa c'e' a Poggioreale?!" Spaventato dalla minaccia telefonica.
http://www.giustizia.it/prap/istituti/istituto_scheda-casacirc_napolipo.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Cimitero_di_Poggioreale

Io ho depositato la mia denuncia nel mese di FEBBRAIO 2004... ...siamo al mese di NOVEMBRE 2008!!!!! Sono passati la bellezza di QUATTRO ANNI E MEZZO e la giustizia italiana non ha fatto assolutamente nulla, nonostante la mia denuncia, il mio referto medico, le mie GRAVISSIME accuse nei confronti della POLIZIA DI STATO ITALIANA e della fallimentare quanto lumaco-tardiva GIUSTIZIA ITALIANA. In tutto questo, coloro che hanno escogitato cotanto splendore ai miei danni per appropriarsi della mia casa (Rosaria Avolio e Patrizio Avolio), hanno gia' passato, alla faccia mia e della giustizia, ben 4 capodanni nel mio appartamento. Ho scritto e spedito molte lettere alla Presidenza della Republica Italiana, e pubblichero' queste lettere su questo blog-denuncia.

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NON DIMENTICO - NON LA PASSERETE LISCIA - PAGHERETE COSTI QUEL CHE COSTI - NON LA FARETE FRANCA - NON VI PERDONO - SARETE PUNITI - E' QUESTIONE DI TEMPO
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( A )

1. Ho chiamato molte volte il proprietario di quel palazzo per sapere chi fossero quegli uomini che si presentarono sotto il palazzo per malmenarmi, e la sua badante Concetta mi ha spesse volte insultato dandomi del "Ricchione" in dialetto napoletano.

2. Piu' volte il proprietario Erasmo Frangiosa e la badante Concetta si sono conraddetti, affermando versioni esattamente opposte.

( B )

1. ho con me ceritificati e documenti italiani, australiani e del consolato britannico di Napoli risalenti a PRIMA del 24 febbraio 2004, che attestano il fatto che fossi intenzionato a recarmi in Australia per motivi di studio.

2. Per logica chi va in Australia per parecchi mesi certamente non aggredirebbe una giovane donna ed un uomo anziano, guarda caso persone appartenenti alle fasce piu' deboli della societa' e considerate quindi categorie protette dalla legge.

( C )

1. Ovviamente erano stati loro a distruggere la mia posta e rimetterla appositamente nella mia cassetta postale, per farmi salire e darmi addosso. Un pretesto per iniziare il diverbio.

3. Io non accusai assolutamente nessuno, anzi cercai di fare in modo che la cosa non si ripetesse piu', senza mostrarmi infastidito per la cosa piu' di tanto. Non era mia intenzione litigare dal momento che non sospettavo minimamente le loro intenzioni.

( D )

Si tratta ovviamente di palese discriminazione, la polizia non dovrebbe a priori dare ragione a due persone e torto alle altre due basandosi sull'identita' sessuale e di eta'. La legge italiana non lo prevede e dal momento che i due poliziotti si presentarono dopo il diverbio, non potendo sapere con precisione cosa fosse realmente successo avrebbero dovuto almeno far allontanare la badante Concetta, visto che lei non abitava in quel palazzo, mentre io e il proprietario eravamo entrambi inquilini.

DOMANI FARO' E POSTERO' LA TRADUZIONE IN INGLESE (CERCHERO' DI FARLA TRADURRE ANCHE IN ALTRE LINGUE)