Gentilissimo Signor Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,
Mesi fa le scrissi nella speranza che Lei potesse leggere di persona questa lettera e rispondermi con una parola di sincero affetto paterno. Al contrario e' giunta alla mia famiglia una fredda lettera in cui e' stato notificato con grande distacco ad i miei genitori che cio' che raccontai nella prima lettera a Lei indirizzata sarebbe semplicemente stato fatto pervenire alla Prefettura di Napoli, cosa che avrebbe potuto fare anche mio padre senza che io mi mettessi a scrivere alla Presidenza della Repubblica. Cio' che ritengo spiacevole e' che nella mia prima lettera a Lei indirizzata affermai che i poliziotti si rifiutarono di chiedere i documenti a quei delinquenti che si presentarono sotto al mio palazzo, ed "evitarono" di denunciare l'accaduto. Non riesco davvero a capire come possa, adesso ed a distanza di piu' di un anno, la Prefettura di Napoli, aiutarmi e rimettere ordine alle cose. La Polizia di Stato italiana vigila sui cittadini. Chi vigila sulla Polizia di Stato? E' come chiedermi di fidarmi e di mettermi nelle mani proprio di chi "potrebbe" aver collaborato a far liberare il mio appartamento, che oramai e' in possesso di altri da ben piu' di un anno. Sono ben consapevole che il Capo dello Stato sia costantemente preso da importantissimi impegni, viaggi di lavoro, conferenze e riunioni, ma credo anche che la lettera di un cittadino amareggiato richieda pochi minuti di attenzione, un ritaglio di tempo minimo che credo si possa trovare facilmente, senza dover rigirare la cosa alla propria segreteria. I miei genitori, mio padre in particolare, data la loro maturita' e la loro esperienza, mi hanno messo piu' volte in guardia, ricordandomi che in questo paese non sempre si puo' vincere, dato l'altissimo livello di corruzione e disorganizzazione. Mia madre, per tal motivo, mi suggeri' di lasciarmi alle spalle tanta tristezza e di partire verso un futuro piu' solido nella sua terra d'origine. Da buona madre di famiglia ma soprattutto da coraggiosa donna Britannica, gia' da tempo mi aveva mostrato tutte le differenze che avrei a poca distanza di tempo notato con i miei stessi occhi.
Io oggi vivo e lavoro a Londra, in quella che considero la mia citta', in Inghilterra, cio' che oggi considero la mia nazione, nel Regno Unito, cio' che per me oggi e' la mia nuova Patria. Le scrissi, se ben ricordo: "Sono un giovane italo-inglese di trentadue anni..." , oggi non so quanto mi senta italiano, so solo che, in quanto cittadino Britannico di passaporto, di lingua e di madre inglese, oggi abito e lavoro in un paese civile che mi ha dato casa, occupazione e tanta, tanta speranza. Dopo anni di triste disoccupazione a Napoli avrei preferito lasciare il Bel Paese con bei ricordi, oggi vivo lontano e col costante ricordo di essermela cavata per un soffio, perche' se non ci fosse stata la Polizia di Stato a fare la propria "comparsa", chissa' quei delinquenti di Secondigliano cosa mi avrebbero fatto. Mio padre mi disse che mi dovrei ritenere fortunato per il semplice motivo di non essere finito all'ospedale. Fortunato invece e' chi ha festeggiato il Capodanno 2005 nel suo nuovo appartamento, cio' che per me fu casa per piu' di sette anni. E chissa' quanti brindisi, calici in alto dedicati a chi ha "collaborato" ma soprattutto a chi NON ha collaborato. Che tristezza...
Signor Presidente, il Papa e' morto ieri l'altro, oggi nessuno piu' veglia su di noi ricordandoci costantemente che la nostra e' una societa' fondata sul male e sui piu' bassi ed ignobili dei valori. Chi puo' realmente dirsi Cattolico in una societa' dove ognuno e' abbandonato a se stesso, dove e' sempre l'ingiustizia a trionfare, dove si piange e ci si abbandona all'isteria collettiva ma dove nessuno si espone per non andare contro... per non "rischiare". Se ho ben capito l'intera nazione piange quando le scuole crollano sulle teste dei bambini e quando i palazzi collassano su se stessi inghiottendo intere famiglie, ma nessuno alza un dito se sul tetto di cio' che era Casa e' stato fatto costruire un intero appartamento abusivo. In italiano abusivo deriva da abusare. Certo e' che chi abusa, anziche' finire nelle maglie della Giustizia, si fa forte delle proprie "amicizie". Io non ho molte amicizie, certamente non quelle "giuste", come si dice a Napoli, ma finche' saro' vivo, nessuno mi potra' mettere a tacere. Questa e' piu' la mia parte Britannica a venir fuori, non c'e' timore, io Protesto contro le abominevoli scorrettezze di gente rozza e squallida che agisce nel sotto-bosco. Ancora oggi, strano, non mi vergogno del mio passaporto italiano, pero' so che non mi vergognero' mai di cio' che sono, non si sceglie la propria identita' nazionale, ma si sceglie la propria anima, il proprio spirito. Faccia tesoro delle mie parole, anche un Grande Presidente puo' imparare da un umile e giovane cittadino. Viva l'Italia! Viva l'italia! ...ma Dio salvi la Regina!! Certamente mai e poi mai lascerei Londra per tornare a combattere con cio' che altri chiamano un muro di gomma, ma che per me e' semplicemente il muro della vergogna. Cosi' era a Berlino, cosi' e' stato in Palestina, cosi' e' in Italia. Ma questo muro e' molto diverso, neanche il Papa e' riuscito ad abbatterlo, ed Egli e' morto prima di vedere la Pace in un paese dilaniato dal crimine ed abbandonato dalle istituzioni. La prego, non se la prenda tanto se non parlo piu' molto bene dell'Italia in Inghilterra, vorrei, ma non ci riesco piu'..
Il Pontefice ha rivolto le sue ultime parole ai giovani. Io non ho piu' parole.
h 22:25 Lunedi 04 Aprile 2005 London U.K. L'indirizzo dei miei genitori e' sempre lo stesso:
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1. h 22:25 Lunedi 04 Aprile 2005
2. h 20.50 Martedi 05 Aprile 2005
3. h 13.26 Mercoledi 06 Aprile 2005
4. h 13.56 Giovedi 07 Aprile 2005
5. h 19.29 Venerdi 08 Aprile 2005
6. h 20.45 Sabato 09 Aprile 2005
7. h 20.13 Domenica 10 Aprile 2005
Mi permetto questa volta di aggiungere un articolo che ho letto ieri su Il Mattino, non mi va di non ricevere piu' notizie da Napoli, ogni tanto quindi mi connetto via internet su www.ilmattino.it per vedere cosa stanno combinando i miei concittadini. Le invio una copia sul "calore" tutto napoletano evidenziando la grazia e la grande femminilita' di alcune delle donne che abitano ed "intervengono" (e poi spariscono...) a Napoli. Ah, l'Italia...
09/04/2005
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PICCHIATO A SANGUE DA UN CENTAURO CON LA MOGLIE
Passante aggredito per motivi di viabilità
Via Chiaia, ore 13,40 di venerdì. La strada è affollata di passanti che camminano tra mille difficoltà: il cantiere riduce ai minimi termini il passaggio pedonale. A un certo punto lo strombettio di uno scooter che chiede strada (la via è isola pedonale, il traffico veicolare è interdetto). Un pedone si rivolge al centauro, gli dice di aspettare e che, comunque, in quella strada i mezzi a motore non possono passare. Tanto basta a scatenare la furia dell’uomo sulla moto che è in compagnia della moglie che tiene tra le braccia un bambino piccolo. Il centauro si scaglia contro il passante, lo percuote selvaggiamente fino a farlo cadere. Interviene anche la donna che, con una mano tiene il bimbo con l’altra infierisce sul passante fino a fargli sanguinare la testa. Poi la fuga. Quando arriva la volante i due aggressori hanno fatto perdere le proprie tracce.
Signor Presidente, aggiungo un altro articolo che ho trovato oggi in prima pagina su www.ilmattino.it , credo che non ci sia molto da aggiungere sul fatto che spesso le forze dell'ordine "collaborano" fin troppo, purtroppo agevolando solo i malintenzionati.
16/04/2005
Alcuni alti ufficiali tra i coinvolti nello scandalo. Intercettazioni telefoniche e perquisizioni: 15 sott’inchiesta
Favori alla camorra, carabinieri indagati
Pozzuoli, l’accusa del pool antimafia: agevolazioni anche in cambio di regali
Tredici carabinieri indagati, una caserma perquisita a Pozzuoli, intercettazioni telefoniche e, infine, accuse di corruzione, falso, abuso di ufficio, favoreggiamento. È il clamoroso epilogo di una inchiesta avviata a Napoli dal pool antimafia e dalla procura militare, nella quale risultano coinvolti anche due imprenditori, uno dei quali sospettato di legami con la camorra. Secondo l’accusa, i carabinieri avrebbero agevolato un clan che taglieggiava le attività del mercato ittico di Pozzuoli: un esponente di primo piano del clan avrebbe imposto il trasferimento di alcuni militari mentre altri carabinieri, più disponibili verso la cosca, sarebbero stati promossi. I favori sarebbero stati «pagati» con regali, tra i quali apparecchi hi-fi, e disponibilità di donne. Tra gli indagati figurano ufficiali molto noti, tra i quali il generale in pensione Sabato Palazzo. CRIMALDI E DEL PORTO ALLE PAGINE 32 E 33
...ma qualcosa mi dice che finira' tutto, come sempre del resto, come si suol dire a Napoli, a pane e puparuoli... chissa' quei polizziotti che intervennero sotto il mio palazzo che cosa staranno facendo oggi con le mazzette che -forse- avranno intascato. Io ho perso il mio appartamento il 24 Febbraio 2004, oggi e' il 16 Aprile 2005. Sono passati circa 14 mesi, ed e' tutto rimasto invariato. La casa costruita sul palazzo e' sempre abusivo, ed i camorristi a Napoli vincono sempre, e lo credo! Con gli aiuti della Polizia di Stato Italiana ed i Carabinieri, certo che vincono. Io ho deciso che scrivero' d'ora in poi anche all'Unione Europea. Grazie del suo cortese aiuto.
16/04/2005
Avvisi e perquisizioni, bufera sui carabinieri
DARIO DEL PORTO Un’inchiesta del pool antimafia apre un doloroso, e inaspettato, capitolo investigativo scritto nella giornata di ieri attraverso quattordici inviti a comparire. I magistrati, che indagano assieme alla procura militare diretta da Filippo Verrone, ipotizzano l’esistenza di una rete di relazioni e favori che avrebbe legato appartenenti alle forze dell’ordine, e in particolare dell’Arma dei carabinieri, a due imprenditori, uno dei quali sospettato di legami con la camorra flegrea. Nell’elenco degli indagati figurano ufficiali molto conosciuti, impegnati in questi anni in indagini complesse, a cominciare da un ex comandante del Ros, il generale in pensione Sabato Palazzo. I pm Antonio Ardituro, Raffaele Marino e Antonio D’Alessio hanno firmato inviti a comparire nei confronti, oltre che di Palazzo, di cinque ufficiali dell’Arma: il tenente colonnello medico Michele Giordano, il maggiore Ruggiero Capodivento (già comandante della compagnia di Pozzuoli) i capitani Rocco Italiano e Francesco Sessa (rispettivamente comandante della compagnia di Pozzuoli e comandante del Nucleo operativo della compagnia) il colonnello Fabrizio Di Simio; cinque sottufficiali, i marescialli Pasquale Esposito (comandante della stazione di Pozzuoli), Giorgio Bollino (comandante della stazione di Monte di Procida), Carmine Palmieri (in servizio presso la pg della procura) e Aldo Diaferia e il brigadiere Raffaele Uccello (entrambi in servizio presso la stazione di Pozzuoli); un funzionario di polizia, il vicequestore Michele Carlino, già dirigente del commissariato di Pozzuoli. Gli altri due indagati sono gli imprenditori flegrei Angelo Schiano di Zenise e Giuseppe Del Giudice, pregiudicato sospettato di legami con il clan Beneduce di Pozzuoli. Gli interrogatori inizieranno la prossima settimana. Dell’accusa di corruzione (che non riguarda la presunta dazione di somme di danaro ma altre utilità) devono rispondere Palazzo, Giordano, Italiano, Di Simio, Esposito e Carlino. Capodivento deve rispondere di abuso d’ufficio e favoreggiamento, Sessa di abuso d’ufficio, favoreggiamento e falso, Bollino e Uccello di abuso d’ufficio, Palmieri e Diferia di rivelazione del segreto d’ufficio. Tutti potranno replicare alle contestazioni alla presenza dei propri avvocati. La complessità dell’intera vicenda impone massima cautela, quindi ogni valutazione su eventuali responsabilità dei singoli va lasciata all’esame dei giudici. La procura ipotizza l’esistenza di un «grumo di corruttele che ha formato un comitato d’affari politico-mafioso-affaristico che coinvolge ambienti politici e istituzionali finalizzato alla salvaguardia di interessi illeciti e senz’altro contiguo, se non interno alle organizzazioni camorristiche». L’inchiesta ruota attorno alla figura di Del Giudice, indicato dai magistrati come persona in grado chiedere e ottenere il trasferimento di carabinieri «scomodi» oppure promozioni in cambio di favori o regali come cene, televisori, biglietti omaggio per traghetti. Del Giudice sarebbe stato ad esempio capace di ottenere il trasferimento da Pozzuoli di un tenente che aveva emesso nei suoi confronti la misura dell’«avviso orale». Favori avrebbe ricevuto anche Angelo Schiano, imprenditore che avrebbe chiesto aiuto per eludere provvedimenti giudiziari su un centro commerciale e per evitare accertamenti riguardanti un immobile abusivo. Ieri mattina, contestualmente alla notifica degli avvisi di garanzia, sono scattate perquisizioni presso la compagnia e la stazione dei carabinieri di Pozzuoli e presso la stazione di Monte di Procida. Alle operazioni hanno partecipato sia i pm Ardituro e Marino che il procuratore militare Verrone. Un diverso filone riguarda poi presunte pressioni che sarebbero state esercitate nei confronti degli investigatori che si stavano occupando dell’inchiesta. In questo versante risulta indagato, per minacce a pubblico ufficiale, il maggiore Nicodemo Macrì, comandante del Nucleo operativo del comando provinciale.